Canto di Natale di Topolino

Canto di Natale di Topolino (Mickey’s Christmas Carol) è un film del 1983 diretto da Burny Mattinson. È un cortometraggio prodotto dalla Walt Disney ed è tratto dal racconto di Charles Dickens “A Christmas Carol” (1843), con Topolino nel ruolo di Bob Cratchit e Paperon de’ Paperoni in quello dell’avaro Scrooge. Molti altri personaggi Disney, in primo luogo dall’universo di Topolino, Robin Hood e Le avventure di Ichabod e Mr. Toad, sono presenti per tutto il film.

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Nella vigilia di Natale del 1843, mentre tutta l’Inghilterra vittoriana è invasa dallo spirito del Natale, Ebenezer Scrooge (Paperon de’ Paperoni) pensa solo al denaro che ha guadagnato e a farne di più. Mentre i pensieri egoisti di Scrooge frullano nella sua testa, Bob Cratchit (Topolino), esausto e sottopagato, continua a lavorare a lungo e duramente per lui. Fred (Paperino), l’allegro nipote di Scrooge, invita l’irascibile zio alla cena di Natale. Scrooge rifiuta. Più tardi, tornato a casa, Scrooge viene visitato dal fantasma di Jacob Marley (Pippo), l’avido socio di Scrooge morto sette anni prima che lo avvisa dicendogli che quella notte Scrooge riceverà le visite degli Spiriti del Natale passato, presente e futuro e, quando si sveglierà, la sua vita non sarà la stessa.

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Come detto precedentemente, il film è uno dei tanti reboot cinematografici del romanzo, tuttavia la partecipazione dei personaggi della Disney non fa altro che arricchirlo ancora di più rendendolo unico fra tutti e sicuramente molto godibile data anche l’affinità con cui sono stati scelti i “ruoli”. Non a caso è Zio Paperone ad  interpretare la classica parte dell’avaro e spetta invece alla “mascotte” della casa di produzione il ruolo del povero impiegato oppresso dal proprio datore di lavoro e che versa in acque estremante difficili. Menzione d’onore per la gestione di Pippo che è a dir poco perfetto per la parte di Jacob Marley, riuscendo ad interpretarlo con tanta ironia quanta goffaggine. Da sottolineare anche lo sfondo perfettamente ricreato di una cittadina inglese molto povera e completamente dipendente dalla bontà del prossimo. Mickey’s Christmas Carol segue fedelmente la storia originale di Dickens. In soli venticinque minuti di durata riesce a delineare ottimamente la figura di Ebenezer Scrooge e a raccontare la storia della sua tormentata redenzione, avvenuta la notte della vigilia di Natale. Accompagnato da tre spiriti, l’anziano usuraio si ritroverà a viaggiare nel tempo e nei meandri della sua memoria per ritrovare sé stesso, e salvare la propria anima dalle fiamme dell’inferno. Si tratta di temi sicuramente molto forti, e apparentemente distanti dal registro narrativo al quale siamo abituati ad associare Topolino e soci. A reggere il timone di tutto troviamo però Burny Mattinson, regista e produttore di Mickey’s Christmas Carol, un autentico veterano del mondo Disney, in servizio sin dagli anni 50. Mattinson è perfettamente conscio del potenziale inespresso di questi grandissimi personaggi, e riesce a metterlo in scena alla perfezione, senza dare l’impressione di snaturarli, ma nel pieno rispetto dell’originale caratterizzazione di ognuno di loro.

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Sotto il profilo visivo, Mickey’s Christmas Carol è assolutamente straordinario. Gli scenari trasportano lo spettatore nell’Inghilterra del tempo che fu, regalando all’insieme un sapore magico e assolutamente natalizio. La featurette si guadagnò la nomination agli Oscar come miglior cortometraggio di quell’anno, e in men che non si dica riuscì ad entrare nei cuori del pubblico, diventando così un classico natalizio istantaneo. Il segreto di una riuscita così buona probabilmente sta in un mix di fattori: che si tratti della sua magica atmosfera, dei dialoghi brillanti, dello straordinario carisma dei personaggi o molto più semplicemente di una narrazione concisa ed efficace, ad oggi questo gioiello viene considerato una delle migliori fra le innumerevoli trasposizioni della storia di Dickens, e un riferimento assoluto per quanto riguarda l’utilizzo vincente del cast degli standard characters.

Nonostante il cortometraggio sia uscito più di 30 anni fa, resta un film senza tempo, capace di farci emozionare ad ogni visione per il messaggio che trasmette e per l’invito a non puntare solamente al bene materiale, ma ancor di più ad un atto d’amore nei confronti del prossimo, che sia Natale o un giorno qualsiasi. Insomma, siete stanchi dei soliti film natalizi questo è quello che fa per voi.

 

Canto di Natale di Topolino
  • 8/10
    Voto - 8,5/10
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