Mr. Robot: prima e seconda stagione

Mr. Robot è una serie televisiva statunitense  creata dallo sceneggiatore Sam Esmail e trasmessa dall’emittente USA Network a partire dal 24 giugno 2015.
mrr_elliot_gallery_12Elliot Alderson  (Rami Malek) è un giovane tecnico informatico di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica alla ditta Allsafe. Sociofobico, depresso, autistico e dipendente dalla morfina, la mente di Elliot è pesantemente influenzata dai deliri paranoici e dalle allucinazioni che gli causano grossi problemi nel relazionarsi con le persone e lo fanno vivere in un costante stato di ansia e paranoia. Nella vita privata Elliot è uno stalker informatico che tratta le persone come computer da hackerare per scoprirne i segreti più intimi e spesso agendo come una sorta di giustiziere informatico. Elliot viene avvicinato da Mr. Robot (Christian Slater) un misterioso anarchico-insurrezionalista, che intende introdurlo in un gruppo di hacktivisti conosciuti con il nome di fsociety. Il manifesto di fsociety è liberare l’umanità dai debiti con le banche e smascherare i corruttori che stanno distruggendo il mondo. Per convincere il giovane a unirsi alla causa, Mr. Robot dichiara di voler causare il fallimento della multinazionale E Corp, ritenuta responsabile di un disastro ambientale che ha causato la morte del padre di Elliot e di altre centinaia di persone. La E Corp, identificata in seguito come “Evil Corp” (multinazionale malvagia) dal protagonista, è il cliente principale della Allsafe e per il quale Elliot sarà nominato supervisore della sicurezza informatica.

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Sin dalle prime puntate la vulnerabilità dei sistemi a cui affidiamo troppo facilmente la nostra identità e la privacy è uno dei punti centrali di Mr. Robot. Non c’è  niente di fantascientifico e paranoico in ciò che vediamo sullo schermo, lo stesso realismo e la ricerca di veridicità che gli autori hanno utilizzato per il personaggio di Elliot si ritrova nelle scene di hacking che finalmente utilizzano una terminologia sensata e situazioni verosimili. Infiltrarsi nei terminali di una megacorporazione non è più un lavoretto da ragazzi, ma prevede pianificazione, strategia, esperienza e rischi enormi. Questa nuova serie TV riesce finalmente a dare  giustizia all’informatica e al mondo dell’hacking. Ne prende gli aspetti più affascinanti, li esalta ma sempre cercando di rendere il tutto plausibile e allo stesso tempo emozionante anche per coloro che non capiscono nulla d’informatica. Il bello di questa serie sta proprio nel fatto che pur sapendo che il 99% degli spettatori non capirà niente di tutti i termini tecnici e dei macchinari coinvolti, gli autori riescono a tenere alta la tensione senza ricorrere a strani espedienti , ma semplicemente facendo vedere un tizio davanti ad un computer.
tcd8uwA partire dall’episodio pilota si respira un’atmosfera tetra ma allo stesso tempo affascinante che trasmette una disturbante idea di insicurezza e di alienazione, tutto è circondato da precarietà e di disordine che è poi l’ambiente oscuro e stravolto in cui si muove la mente di Elliot. Ed è proprio con il personaggio di Elliot che Mr. Robot dà il suo meglio. Depresso, paranoico, anche semplicemente strano, Elliot gioca fin da subito sui binari della follia allucinatoria, del complottismo e della contorta moralità degli hacker. Un personaggio perfettamente rappresentato da Rami Malek che ci regala un interpretazione da Oscar. Riesce ad avere effettivamente una marcia in più: è talmente chiara la sua centralità nella storia che gli viene anche concessa la voce fuori campo, che per buona parte della serie ci racconta i suoi pensieri e riflessioni, delineando una personalità complessa, mossa da motivazioni a volte contrastanti, portatrice di una esplicita forma di confusione . Un personaggio,  insomma, che rappresenta il primo e più immediato motivo di interesse per la serie. Fantastica anche la regia e la fotografia, che troviamo in questa serie a livelli cinematografici, cosa che pochi prodotti in televisione possono vantarsi di avere avuto.  Anche la colonna sonora è molto interessante che mescolando pezzi classici ed elettronici è in grado di sottolineare i momenti più tesi e accompagnare quelli più irreali. (Chiaro il riferimento al nono episodio della prima stagione che si chiude con in sottofondo Where is my mind dei Pixies, colonna sonora di Fight Club)
mr-robot-castMa se il lato tecnico, l’hacking e il personaggio di Elliott sono resi alla perfezione, lo stesso non si può dire di tante altre cose. I primi problemi di Mr. Robot sorgono infatti quando si analizzano da vicino i personaggi secondari. Senza scendere troppo nello spoiler, è inevitabile avvertire un certo déjà-vu in alcune situazioni e caratterizzazioni. E’ palese l’ispirazione a pellicole come Taxi Driver e Fight club. Inoltre i presunti “cattivi” sono personaggi assurdi, sopra le righe, che appaiono totalmente distaccati dalla realtà, fuori posto rispetto al presunto realismo della serie. E poi, anche in Mr. Robot, sono presenti quei mezzucci che ormai molte serie utilizzano per catturare l’attenzione degli spettatori. Anche qui non mancano quindi baci saffici, sesso esplicito di ogni tipo e colpi di scena a volte davvero improbabili. Il vero problema è il modo in cui sembra porre le basi per un futuro, dove continue sorprese e domande senza risposta possono generare frustrazione anziché entusiasmo nello spettatore. Entrambe le stagioni girano intorno a determinati colpi di scena che di certo stupiscono, ma da un lato sono anche banali in quanto visti spesso al cinema. Tutto si basa su quei colpi di scena e soltanto quando si arriva (in entrambe le stagioni) al punto di svolta si inizia a capire qualcosa su gli eventi. È necessario che la trama trovi un ritmo e una tensione più costanti e robusti. Ci si può fermare sulle riflessioni filosofiche di Elliot  è giusto e interessante. Ma se ci si impiantata solo su quello poi arriva la noia, senza contare il fatto che si rallenta notevolmente la storyline.

In conclusione Mr Robot è un’ottima serie, che ha ancora tanto potenziale da sfruttare ma di certo non stiamo di un capolavoro. Sebbene molte cose siano perfette c’è molto da migliorare.

 

Mr. Robot
  • 8/10
    Voto - 8,5/10
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Un commento su “Mr. Robot: prima e seconda stagione

  1. Serie splendida, anche la seconda stagione (forse non convincente come la prima) ha lasciato aperte prospettive enormi per il futuro… assolutamente da seguire per tutti!

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