Trainspotting

Trainspotting è un film del 1996 diretto da Danny Boyle, tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh del 1993. Il film è stato presentato fuori concorso al 49º Festival di Cannes del 1996.

Mark Renton (Ewan McGregor) vive ad Edimburgo in una società, quella degli anni Novanta, priva di valori ed ideali. Sulla base di ciò decide quindi di rinunciare ad avere una vita monotona e fatta di queste cose, a suo avviso blande e futili, e si rifugia nel mondo della tossicodipendenza, a parer suo, molto più soddisfacente. A tenergli compagnia nella quotidianità ci sono i suoi amici: Begbie (Robert Carlyle), paranoico, violento ed alcolizzato che si tiene però lontano dalla droga; Sick Boy (Jonny Lee Miller), eccentrico, narcisista, ossessionato dal mito di Sean Connery ed in grado di tenere sotto controllo la sua dipendenza dall’eroina; Spud (Ewen Bremner), completamente fuori di testa a causa dell’assunzione di droga ma pacifico ed, infine, Tommy (Kevin McKidd), totalmente disinteressato dai vizi dei compagni ma ossessionato dallo sport e dalla cura del corpo. La loro vita prosegue in questa maniera, fra vizi e dipendenze, fino a quando un evento catastrofico ed inaspettato  cambierà completamente le cose, obbligando così Mark a prendere una decisione.

Uscito nelle sale cinematografiche ormai più di venti anni fa, Trainspotting è un vero e proprio cult cinematografico. Il film affronta in modo ora drammatico, ora ironico, ora grottesco, il dramma della dipendenza dall’ eroina, in una Scozia degradata e socialmente disagiata. La pellicola riesce in modo perfetto a descrivere il rapporto dei giovani con la droga; cosa li avvicina ad essa, cosa può farli allontanare, cosa li fa ritornare nel tunnel. Attraverso le storie dei diversi personaggi, lo spettatore assume il punto di vista del tossico, calandosi nel suo universo di degrado misto a cinismo e malessere generalizzato. Si tratta di una scelta narrativa piuttosto originale, simile a quella operata circa un decennio prima in occasione della trasposizione cinematografica del libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.

Trainspotting è, come abbiamo già detto, un film drammatico e grottesco ma ha un lato anche molto ironico, ed è soprattutto per questo che, forse, la critica internazionale, lo accusò di minimizzare certi problemi e certe verità credendo, appunto, che la missione di Danny Boyle fosse quella di difendere certi giovani e inneggiare la ribellione. In realtà il messaggio è completamente opposto. Infatti, nonostante il gruppo di “amici” cerchi di scappare dalle banalità dell’esistenza moderna rifugiandosi nell’ eroina, scoprirà comunque che non esistono facili soluzioni per convivere con il tormento della vita e la solitudine. Trainspotting non è solo uno specchio della generazione degli anni ’80/’90, ma è anche un esempio di vero cinema, curato nei minimi dettagli, nonostante la velocità di realizzazione ed il bassissimo budget. Da ricordare anche la sua meravigliosa colonna sonora con artisti come Iggy Pop, Lou Reed, Blondie, i Blur e gli Underworld.

 

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Trainspotting
  • 8/10
    Voto - 8,5/10
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